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Come attrarre più gioia ed eventi positivi nella propria vita

La dea bendata ci vede benissimo! Il successo e la fortuna, infatti, arridono a chi attrae persone ed eventi positivi nella propria vita. In che modo? Sul tema sono stati scritti fiumi di parole, girati film di successo e venduti corsi di life coaching che sicuramente hanno fatto la fortuna di chi li ha prodotti. Per tutti gli altri, invece, spesso la calamita non funziona. Come mai? E come può la meditazione aiutarci ad attrarre più gioia ed eventi fortunati nella nostra vita? Vediamolo insieme in questo blogpost.


L'ORIGINE DEL MISUNDERSTANDING

Nel 1937 Napoleon Hill - saggista statunitense capostipite del genere letterario dedicato al successo personale - scrisse il suo famoso 'Think and grow rich', un libro in cui raccolse vent’anni d’interviste alle 500 persone più ricche e famose del primo 900, da Thomas Edison a John Rockefeller, da Stalin a Roosvelt. Da queste conversazioni si evinceva che il segreto dei 'superfortunati' era la capacità di calamitare eventi e incontri positivi controllando il registro emotivo e creativo dei propri pensieri. Si iniziò così a parlare di 'legge di attrazione': un paradigma psico-energetico per cui ognuno attrae le cose, le persone e gli eventi su cui focalizza in modo continuativo la propria attenzione.

PERCHE' NON FUNZIONA LA LEGGE DI ATTRAZIONE

La nostra mente influenza gli eventi esterni perché pensieri ed emozioni creano il filtro attraverso cui percepiamo la realtà, ed è questa modalità percettiva che ci fa reagire in un modo piuttosto che in un altro, mettendo in moto un ingranaggio di eventi psichici e fisici che creano il paradiso o l'inferno in cui viviamo. Su queste basi, una vasta corrente di pensiero (denominata New Thought) ha contribuito a diffondere l'idea che bastasse definire con chiarezza i propri desideri e associarli ad emozioni positive (evocate usando l'immaginazione e la ripetizioni di specifiche affermazioni) per poter condizionare la realtà e riplasmarla a nostro piacimento. In realtà, la psicologia buddhista insegna che noi non attraiamo quello che desideriamo: attraiamo quello che siamo!


L'ATTACCAMENTO AI PROPRI DESIDERI NE IMPEDISCE LA REALIZZAZIONE

Certo, come diceva Einstein, l’immaginazione è più potente della ragione. Ma è un errore credere che immaginare ripetutamente quello che desideriamo porti alla sua manifestazione: questo concetto è semplicistico, riduttivo e controproducente. Infatti, fissandoci su uno scenario creiamo attaccamento - il principale ostacolo alla felicità - e non permettiamo alla potenza del Tutto di mettere in campo le sue imprevedibili risorse. Quando facciamo liste molto dettagliate di desideri, le rileggiamo ogni giorno e immaginiamo che i risultati siano già raggiunti, in realtà stiamo nutrendo un forte attaccamento verso il desiderio stesso ed è questo il punto in cui il meccanismo inceppa. Vogliamo controllare ciò che arriverà, quando invece è il mistero che ci rende potenti. Aprirsi all’imprevedibile è la chiave! Per farlo, è necessario svuotare il pieno di pensieri, convinzioni, emozioni e ragionamenti che abbiamo associato ai nostri desideri. E lasciarli andare come uccelli che volano fuori da una gabbia in cui, trattenendoli, siamo stati noi stessi imprigionati.


COME APPLICARE LA VERA LEGGE D'ATTRAZIONE

Se è vero quindi che, come si legge nel Dhammapada, la mente crea tutte le cose, questa creazione non avviene attraverso il ricondizionamento immaginale della realtà bensì per manifestazione a nostra immagine e somiglianza. In pratica:

  • Se vuoi attrarre più gioia nella tua vita, diventa gioioso: pratica la meditazione del sorriso interiore, la meditazione della gratitudine, la meditazione della gioia condivisa (Mudita).

  • Se vuoi attrarre amore, diventa compassionevole addestrando la tua mente/cuore e vibrare sulle frequenze di questo meraviglioso sentimento. Come? Praticando la meditazione di Metta (amorevole gentilezza) e il Tonglen, cioè la trasformazione della sofferenza dell'altro in amore e luce.

  • Se vuoi attrarre ricchezza e prosperità, pratica le generosità (Dana) donando denaro, tempo, attenzione e aiuto. Anche se guadagni poco, donare una piccola parte di questo poco significa rimettere in moto il flusso dell'energia-denaro che ha un movimento circolare e, come minimo, ti tornerà indietro amplificata.

Insomma, la regola aurea è: se vuoi attrarre qualcosa, diventa quella cosa.

Alla luce di tutto questo, NON usiamo l’immaginazione per rappresentare le nostre aspettative (e quindi chiuderci nella privazione di potere causata dall’attaccamento). Utilizziamola invece per aiutarci a diventare lo stampo della realtà che vogliamo manifestare. A questo serve la meditazione. E non solo nel momento di silenzio in cui, lontani dal caos, eseguiamo la pratica formale nella quiete della nostra stanza. Quello che apprendiamo in questi momenti, infatti, ci serve anche e soprattutto durante la giornata, in mezzo ai nostri mille impegni: è lì che ci aiuta ad avere consapevolezza di quello che facciamo, per accorgerci subito di quando stiamo incarnando - col nostro comportamento e i nostri pensieri - l'esatto opposto di ciò che vogliamo ottenere.






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