COME RITROVARE ENERGIA

Strategie per ritrovare la carica psicofisica



Corpo, emozioni, pensieri: la ricerca scientifica non ha più dubbi sull’esistenza di un ponte bidirezionale tra realtà fisica e mentale. Così, dalla medicina predittiva a quella antiaging, le ultime strategie di benessere seguono un approccio sempre più olistico, lontano dalle approssimazioni della new age e più vicino alle scoperte epigenetiche della nuova biologia. Ricercatori come Bruce Lipton e Joe Dispenza – autori dei best seller ‘La biologia delle credenze’ e ‘Cambia l’abitudine di essere te stesso’ – hanno raccolto decine di studi che dimostrano che ciò pensiamo e proviamo a livello emotivo cambia il nostro corpo a partire dalle risposte del DNA. Quindi il modo migliore per ritrovare vitalità, entusiasmo, serenità e, allo stesso tempo, un corpo più giovane e pieno d’energia è addestrare la mente e il cuore a splendere come il sole dell'estate che sta arrivando.

MINDFUL WELLNESS

Dispenza ha portato al grande pubblico un concetto che è diventato un cavallo di battaglia per la new wave degli scienziati del terzo millennio: il bilanciamento mentale è il segreto della rivitalizzazione psicofisica. La meditazione

è lo strumento principe di questo processo – il più semplice e universalmente utilizzabile - perché cambia la nostra biochimica in almeno tre modi:

1) Produce una risposta rilassante che riduce gli effetti dello stress sul sistema immunitario. Induce il cervello a produrre onde alfa e theta (le onde del rilassamento e del riposo), consentendogli di ricaricarsi d’energia e aumentando la tolleranza alle tensioni e alle preoccupazioni.

2) Se fa parte delle meditazioni di consapevolezza che inducono in stato di mindfulness (= piena presenza mentale non giudicante nel momento presente) aiuta a riprogrammare pensieri, emozioni e percezioni in modo funzionale al mantenimento di una serenità stabile.

3) Riprogrammando in positivo i pensieri e le emozioni, cambia anche l’espressione dei geni. Lo hanno dimostrato, tra gli altri, due studi condotti al Benson-Henry Institute for Mind Body Medicine (Massachusetts General Hospital di Boston). Nel primo, un gruppo di persone che non avevano mai meditato hanno iniziato a farlo, ottenendo questi risultati: cambiamento nell’espressione di 1561 geni, riduzione della pressione sanguigna, della velocità del battito cardiaco e del ritmo di respirazione. Un altro gruppo di meditanti esperti messi sotto osservazione ha invece espresso (cioè attivato) 2209 geni, molti dei quali implicati nel miglioramento della risposta allo stress psicologico cronicizzato. Nel secondo studio (risalente al 2013) gli scienziati hanno potuto constatare che la meditazione produce cambiamenti significativi nell’espressione genica già dopo una sola sessione, attivando geni coinvolti nelle funzioni del sistema immunitario, del metabolismo energetico e della secrezione di insulina, e ‘spegnendo’ quelli legati all’infiammazione e allo stress, oggi considerati le più importanti cause dell’invecchiamento.

SCHIACCIARE L'INTERRUTTORE GIUSTO

In pratica, con semplici tecniche meditative possiamo riprogrammare i modelli di pensiero/emozione che agiscono come interruttori d’accensione sui geni, dando istruzioni precise al DNA. E i risultati di questo processo sono straordinari anche nella lotta contro l’invecchiamento! Diversi studi hanno infatti dimostrato che basta meditare pochi minuti al giorno per incrementare la produzione del DHEA – l’ormone antiage per eccellenza - fino al 47% dopo solo tre mesi di pratica. Uno studio dell’Università di Harvard ha riscontrato inoltre che già in 8 settimane si possono attivare 874 geni implicati nel ringiovanimento e inibirne 687 relazionati all’aging. Quindi chiudete gli occhi, fate tre respiri profondi e…lasciate che la vostra mente schiacci l’interruttore giusto mentre ritrovate calma, energia e la piacevolezza della stabilità!

COME GENERARE ENERGIA VITALE

Le emozioni riversano nel corpo fiumi di sostanze biochimiche (neurotrasmettitori, peptidi, ormoni) e onde elettromagnetiche. A seconda di ciò che proviamo (paura o fiducia, rancore o tenerezza, dolore o gioia, avversione o desiderio, delusione o soddisfazione…) il flusso emotivo agisce come veleno o come carburante che ridà energia al corpo e alla mente. La prova? Le ricerche dimostrano che, sviluppando l’abitudine a stati d’animo positivi come la gentilezza, l’empatia e la gratitudine, rilasciamo un neuropeptide (l’ossitocina) che spegne naturalmente i recettori dell’amigdala, l’area del cervello responsabile della persistenza di emozioni negative quali paura, rabbia, ansia. E quando non abbiamo più ansia né paura, l’energia che prima sprecavamo nel controllarle diventa carburante di ottima qualità per il motore della nostra vita.


Grazia Pallagrosi

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